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Chi può aderire

Dal 2013 si va in pensione con un'età maggiore:
- Per tutti si dovrà aggiungere anche l'adeguamento alla speranza di vita (v. tabella). Dopo i primi due adeguamenti triennali, 2013 e 2016, a partire dal 2019 l'adeguamento alla speranza di vita sarà biennale. Nel 2021 viene stabilito che l'età per la pensione di vecchiaia dovrà essere almeno pari a 67 anni.

- Per le donne lavoratrici del settore privato si tratta di un aumento significativo dell'età che aumenterà gradualmente fino al 2020 a 66 anni e 11 mesi.

L'utilizzo del nuovo metodo contributivo, che si basa sui contributi versati durante l'intera vita lavorativa, determinerà una drastica riduzione della pensione pubblica, rispetto all'ultima retribuzione.

Tutto ciò comporterà un taglio di circa il 50% dell'assegno pensionistico pubblico. Come fare per mantenere lo stesso tenore di vita una volta terminata l'attività lavorativa?

Ricorrere alla previdenza complementare, attraverso l'adesione ad un fondo pensione aperto, significa, sostanzialmente, fornirsi di uno strumento idoneo ad assicurare l'integrazione della pensione pubblica.

Aderendo a una forma di previdenza complementare si può beneficiare di vantaggi fiscali in ogni fase della vita del prodotto:
• Durante i versamenti contributivi (calcola il tuo risparmio fiscale)
• Dei rendimenti (aliquota definitiva dell'11% - per il 2014 11,50% - sui rendimenti realizzati, rispetto al 20% - 26% dal 1 luglio 2014 delle altre forme di risparmio)

• Delle prestazioni

Azimut Previdenza provvede ad inviare a ciascun aderente una lettera contenente i codici di accesso al sito Area Iscritti dove è possibile visionare ogni qual volta lo si desidera la propria posizione e scaricare la propria informativa periodica, utilizzabile anche per la dichiarazione fiscale.

Nessuna differenza tra lavoratori autonomi e dipendenti.

Il meccanismo di deduzione funziona allo stesso modo, sia per i lavoratori autonomi che per i lavoratori dipendenti, ma produce effetti diversi sul 'risparmio diretto' delle tasse.

Ad esempio, un lavoratore autonomo con un reddito imponibile annuo di € 50.000 e un dipendente di € 30.000 avranno i seguenti benefici fiscali per minori tasse:
- Il lavoratore autonomo con un versamento di € 5.000 pagherà minori tasse per un importo pari a € 1.900 euro (1.5320 - 1.900 = 13.420).

- Il lavoratore dipendente con un versamento di € 3.000 con le trattenute su ciascuna busta paga, in sede di conguaglio con il 730 riavrà indietro € 1.030 (€ 7.720 -1.030 = 6.690).

 

L'AGEVOLAZIONE PER I LAVORATORI DI PRIMA OCCUPAZIONE

Una maggiore deduzione è stata prevista in favore dei lavoratori con prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007, cioè per quei lavoratori che alla data di entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 252 del 2005 non erano titolari di una posizione contributiva aperta presso un qualsiasi ente di previdenza obbligatoria.

In particolare, limitatamente ai primi 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, è consentito, nei 20 anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, di dedurre dal reddito complessivo dichiarato ai fini Irpef, contributi eccedenti il limite di 5.164,57 €, fino a un ammontare pari alla differenza positiva tra l'importo di 25.822,85 € e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche, e comunque per un importo non superiore a 2.582,29 € l'anno. L'importo massimo annuale complessivamente deducibile (a partire dal 6° anno successivo a quello di iscrizione) sale a 7.746,86 €.

 

COME EFFETTUARE IL CALCOLO

1. Si calcola quanto si sarebbe potuto dedurre in 5 anni = € 5.164,57 x 5 = € 25.822,85
2. Si verifica quanto effettivamente si è dedotto nel corso dei 5 anni
3. A € 25.822,85 si deve sottrarre quanto effettivamente dedotto
4. Il risultato è la deduzione di cui non si è beneficiato

5. Nei 20 anni successivi il limite annuale di € 5.164.57 viene maggiorato di quanto non dedotto nei 5 anni precedenti (punto 4)

 

N.B. Il limite annuale non potrà comunque eccedere la soglia di € 7.746,86.

Il Fondo pensione aperto Azimut Previdenza sottoscritto in forma collettiva è particolarmente indicato per quelle imprese che decidono di contribuire alla previdenza integrativa dei propri dipendenti attraverso l'adesione collettiva.

Le adesioni collettive sono forme di partecipazione "aggregata" a strumenti di previdenza complementare basate su accordi di categoria, accordi aziendali, accordi fra lavoratori promossi da sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali di lavoro. Tali accordi possono essere sottoscritti anche dal datore di lavoro e da uno o più lavoratori (accordi plurimi o plurisoggettivi) e hanno valenza solo per i soggetti che appongono la propria firma, rimangono comunque aperti a nuovi aderenti che vogliano sottoscriverli in un momento successivo.

Aderendo ad un fondo pensione, le aziende mettono a disposizione dei lavoratori uno strumento di pensione integrativa efficiente e competitivo, unitamente ad un accurato servizio di consulenza sia per il dipendente che per l'azienda fornito dai Financial Partner del gruppo Azimut.

 

MODALITÀ OPERATIVE

Dopo aver sottoscritto l'Accordo con i lavoratori, l'azienda deve :
- ricevere da ciascun lavoratore il Modulo TFR2 (nel caso di neoassunto) debitamente compilato e firmato, con la scelta di destinazione della contribuzione ad Azimut Previdenza

- ricevere copia del Modulo di Adesione.

Azimut Previdenza provvederà ad inviare una lettera contenente i codici di accesso (username e password) al sito Area Aziende dove dovranno essere caricate le distinte contributive. Compilare la distinta contributiva tramite il sito dedicato alle aziende, renderà più semplice e sicuro lo scambio dei flussi informativi con il Fondo.

L'azienda dovrà successivamente versare i contributi effettuando un bonifico a favore del conto:

Azimut Capital Management Sgr - Azimut Previdenza: Banco Popolare - Sede di Verona - IT62-C-05034-11701-000000050038

La normativa prevede che i versamenti contributivi debbano essere effettuati dal datore di lavoro sulla base degli accordi stabiliti con i lavoratori, ma comunque almeno una volta all'anno.

 

VANTAGGI FISCALI

Per far fronte alla perdita di disponibilità del TFR, in favore del datore di lavoro sono previste le seguenti misure compensative:

a. deducibilità, dal reddito d'impresa, di un importo pari al 4% dell'ammontare di TFR annualmente destinato a forme pensionistiche complementari e al Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato, dei trattamenti di fine rapporto di cui all'articolo 2120 del codice civile. Per le imprese con meno di 50 addetti tale importo è elevato al 6%;

b. esonero dal versamento del contributo al Fondo di Garanzia INPS. Il datore di lavoro non versando più la percentuale contributiva mensile dello 0,20% al Fondo di Garanzia INPS, relativamente alle quote di TFR conferite alla previdenza complementare, riduce in tal modo il costo del lavoro.

c. Le contribuzioni del datore di lavoro sono soggette ad un contributo previdenziale del 10% anziché del 23,81% (aliquota prevista per le altre voci di stipendio);

d. ulteriore riduzione del costo del lavoro, attraverso una diminuzione degli oneri impropri correlata al flusso del TFR "maturando" conferito alla previdenza complementare. Tale riduzione riguarda i contributi sociali a carico del datore di lavoro, quali assegni familiari, maternità, disoccupazione anno 2013 pari allo 0,27%, dal 2014 pari allo 0,28%);

e. La quota di TFR destinata al Fondo Pensione Aperto è esonerata dall'obbligo di rivalutazione obbligatoria (1,5% + 75% dell'indice dei prezzi Istat).

INFORMAZIONI GENERALI
Fondo Pensione Aperto "Azimut Prevdienza"
Istituito da Azimut Capital Management S.G.R. S.p.A.
P.IVA 04631200962
Iscritto all'Albo tenuto dalla COVIP con il num. 92
Contatto: info@azimutprevidenza.it

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International Conference di Sydney

Si è svolta a Sydney il 28 e 29 marzo la quarta International Conference di Azimut a cui hanno partecipato oltre 300 colleghi provenienti da 16 paesi del mondo. Con oltre € 45 miliardi di patrimonio totale in gestione, di cui il 18% è riferibile ad attività estere, Azimut è una multinazionale italiana del risparmio gestito. 
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