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Normativa

Per previdenza complementare o integrativa si intendono le forme di investimento finalizzate all'erogazione di pensione integrativa rispetto a quella pubblica e obbligatoria. Essa nasce per garantire a tutti i lavoratori, in particolare ai più giovani, un tenore di vita adeguato anche dopo il pensionamento.

Sono forme pensionistiche complementari autorizzate e sottoposte alla vigilanza di una Autorità pubblica, la COVIP ("Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione"):
i fondi preesistenti, i fondi chiusi o di categoria, i fondi aperti, i PIP (piani individuali previdenza)

Il continuo processo di riforma delle pensioni, iniziato nel 1992, ha contribuito alla sua diffusione. Prima di allora il sistema pensionistico pubblico assicurava un grado di copertura tale da non rendere necessaria una seconda forma di tutela previdenziale.

Il primo atto che ne regola la costituzione, il funzionamento e le finalità è il decreto legislativo 124 del 1993..

Importanti novità e modifiche dal punto di vista fiscale sono state introdotte con il decreto legislativo 252 del 2005. Le nuove disposizioni, in vigore dal 1º gennaio 2007, interessano soprattutto il settore privato. Per i dipendenti pubblici che aderiscono a fondi chiusi di categoria il riferimento resta, per ora, il decreto legislativo 124 del 1993.

I destinatari della previdenza complementare sono: i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, i soggetti che svolgono lavori di cura non retribuiti, i familiari a carico dei lavoratori, tutti coloro che non hanno alcuna forma di reddito, i collaboratori coordinati e continuativi.

L'attuale sistema della previdenza complementare si articola in tre fasi:

  • dei contributi (o fase dell'accumulazione)
  • dei rendimenti (o fase dell'investimento)
  • delle prestazioni (o fase dell'erogazione)

Le forme pensionistiche complementari rappresentano lo strumento previsto per realizzare la previdenza integrativa, che a differenza di quella obbligatoria è:

  • volontaria (il lavoratore può scegliere se aderire a una forma pensionistica complementare);
  • a capitalizzazione individuale (i versamenti confluiscono in conti individuali intestati ai singoli iscritti e vengono investiti. Al momento dell'età pensionabile prevista dal proprio regime obbligatorio sono restituiti, con i rendimenti maturati, in forma di prestazione pensionistica aggiuntiva e/o capitale);
  • a contribuzione definita (si sa quanto si versa e la prestazione finale dipende dalle somme versate e da quanto ha reso il loro investimento).

Il finanziamento delle forme di previdenza complementare avviene:

È prevista la possibilità di finanziare non solo la propria posizione previdenziale ma anche quella dei soggetti fiscalmente a carico.

  • con il TFR maturando per i lavoratori dipendenti, oltre ai contributi del datore di lavoro e/o volontari
  • per i lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori, mediante contribuzione a carico degli stessi.

Documenti

DOCUMENTO INFORMATIVO RITA

Regolamento di Gestione 28 settembre 2018

Nota informativa per i potenziali aderenti

Modulo di adesione

Scheda dei costi

Scheda Collettività

LA MIA PENSIONE COMPLEMENTARE - VERSIONE STANDARDIZZATA

Documento sul regime fiscale

Documento sulle anticipazioni

Rendiconto Annuale Azimut Previdenza al 28 dicembre 2018