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Azimut

I primi passi della fondazione

Costituita nel 2011, la Fondazione Azimut Onlus si caratterizza per tre elementi fondamentali:
 

- L’area di intervento. Tra gli innumerevoli bisogni sociali, la Fondazione ha scelto di concentrare risorse ed energie sul tema della POVERTÀ in particolare con l’ottica di favorire il superamento di difficoltà economiche legate ad eventi imprevedibili quali la perdita del lavoro, uno sfratto, una malattia.

- L’impegno diretto. La Fondazione non finanzia altre Onlus o iniziative benefiche, per quanto meritevoli, e cerca di sviluppare progetti autonomi gestiti e controllati direttamente.

- L’assenza di costi operativi. Tutte le risorse disponibili sono impiegate nel sollievo alla povertà. La Fondazione non sostiene costi di struttura perché opera esclusivamente attraverso l’impegno gratuito e volontario di persone che lavorano (o hanno lavorato) per le società del Gruppo.

Dal 2012 al 2015 la Fondazione ha erogato oltre 5 milioni e aiutato migliaia di persone in gravi difficoltà economiche coinvolgendo circa 200 collaboratori come volontari nell’iniziativa. 

Gli aiuti sono stati assegnati sotto forma di voucher spesa a soggetti segnalati dai volontari Azimut con particolare attenzione a nuclei familiari con minori e con l’obiettivo di sostenere le singole situazioni per un periodo di 12-36 mesi nell’ottica di un superamento della fase di difficoltà.

Una verifica trimestrale degli effetti delle erogazioni ha evidenziato la scarsa efficacia degli aiuti rispetto all’obiettivo di riconquista dell’autonomia: solo una minima parte dei soggetti aiutati ha ritrovato la strada dell’autosufficienza economica in parte per la durezza della crisi che vive il nostro paese, in parte per la situazione di estrema emarginazione dei nuclei aiutati.

Con il 2016 la Fondazione ha drasticamente ridotto questa forma di intervento, confermandolo solo per situazioni che rispondono alle finalità indicate.

Il 2016 (e parte del 2017) è dedicato alla progettazione di nuove iniziative, sempre coerenti con l’impostazione citata in apertura (area della povertà - gestione diretta senza mediazione di altre organizzazioni - 100% delle risorse ai destinatari finali) ma più efficaci a conseguire l’obiettivo di recupero dell’autosufficienza economica da parte dei soggetti assistiti.

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