FONDAZIONE AZIMUT

La fondazione Azimut rappresenta lo strumento per aiutare concretamente le persone in stato di indigenza

Il Gruppo Azimut è il più grande operatore indipendente italiano nel risparmio gestito. Fin dalla sua nascita nel 1989 ha sempre coinvolto dipendenti e collaboratori nell’azionariato e nel controllo della società.

Attualmente circa 1900 tra dipendenti e consulenti sono anche azionisti della capogruppo (Azimut Holding SpA, quotata in Borsa dal 2004) riuniti in un patto di sindacato che rappresenta circa il 23% del capitale.

Questa straordinaria storia di partecipazione e rispetto delle persone che lavorano per le società del Gruppo non poteva che esprimersi anche nell’area della filantropia.

Per questo nel 2011 nasce Fondazione Azimut Onlus.

CHI SIAMO

Art. 2 – Scopi. La Fondazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale […] svolgendo attività di beneficenza a favore di soggetti in condizioni di svantaggio economico […] attraverso la concessione di erogazioni gratuite a favore di enti senza scopo di lucro […] per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale.

Azimut Holding devolve ogni anno l’1% degli utili alla Fondazione.

La Fondazione impiega queste risorse, oltre che donazioni private e proventi del 5 per mille, esclusivamente a favore di soggetti in difficoltà economiche.

Fondazione Azimut Onlus non ha alcun costo di funzionamento. Chi presta la propria attività per la Fondazione non riceve alcun tipo di compenso o rimborso spese.

 

GOVERNANCE

 

La Fondazione è governata da un Consiglio così composto:

Presidente MARCO LORI
Direttore generale LIDIA LOMMI
Consiglieri a vita PIETRO BELOTTI (past president), PIETRO GIULIANI
Altri Consiglieri ALESSANDRO ZAMBOTTI
Collegio Sindacale GIANLUIGI ALTOBRANDO, FORENZA DALLA RIZZA, GIANCARLO STRADA

 

DOCUMENTAZIONE

 
  • Statuto
  • Bilanci

COSA FACCIAMO

Lotta alla povertà

 

A partire dal 2012 e fino alla fine 2015 la Fondazione ha concentrato i propri interventi sul tema della povertà che, in conseguenza della crisi occupazionale, si stava diffondendo anche tra fasce sociali lavoratrici.

I collaboratori delle società del Gruppo (dipendenti, manager, consulenti finanziari) sono stati invitati ad attivarsi come volontari segnalando famiglie bisognose di aiuto economico transitorio e contemporaneamente impegnandosi ad affiancare questi soggetti fino al superamento della fase di emergenza. L’idea era quella di intervenire nell’area del rischio povertà (perdita del lavoro) piuttosto che nell’area dell’emarginazione grave nella quale tipicamente giàoperano le strutture pubbliche dedicate (assessorati ai servizi sociali) e religiose (Caritas, San Vincenzo).

Circa 150 collaboratori di Azimut hanno risposto all’invito e hanno sottoposto alla fondazione le proposte nominative e circostanziate di sostegno per 400/600 soggetti a rotazione. Ai casi ritenuti meritevoli di aiuto sono stati consegnati voucher spesa (Ticket Service emessi dalla società Edenred) per un valore da 100 a 300 euro mensili per periodi di 18/24 mesi. Trimestralmente i volontari Azimut relazionavano sull’evolversi delle situazioni. Complessivamente sono state aiutate oltre 2.000 persone.

Dal 2011 al 2017 la Fondazione ha destinato alle operazioni sopra descritte oltre 4,5 milioni di euro.

 

I progetti in corso

 

IL DISAGIO ABITATIVO E OCCUPAZIONALE

 

Dopo aver operato principalmente attraverso la distribuzione di voucher spesa ai soggetti segnalati dai collaboratori delle società del Gruppo, la Fondazione ha selezionato alcuni progetti in diverse aree geografiche che intervengono principalmente sul disagio abitativo e occupazionale. Di seguito una breve presentazione dei progetti in fase di realizzazione (aggiornamento ad aprile 2019) individuati per città.

BRESCIA. Una parrocchia dell’Oltre Mella, d’accordo con la Diocesi,  ha messo a disposizione il primo piano di un edificio degli anni Settanta, già utilizzato come convento, per la realizzazione di 5 minialloggi con diversi spazi comuni (cucina, mensa, lavanderia) da assegnare a persone con gravi problemi abitativi: queste persone vengono affiancate per un periodo di 18/24 mesi fino alla riconquista dell’autosufficienza.

La casa, molto confortevole, è stata inaugurata il 2 dicembre 2018 e ospita una dozzina di persone affiancate dalla Cooperativa Il Calabrone nella ricerca di lavoro e reinserimento sociale.

TORINO. La Fondazione è intervenuta sostenendo le spese di allestimento di una casa di accoglienza femminile realizzata da Sermig negli spazi dell’ex Arsenale militare di Torino.

Sermig è un’associazione che ha realizzato nell’ex Arsenale una serie molto importante di servizi destinati ai bisognosi. La casa di accoglienza per donne in difficoltà riserva una parte delle camere quale ricovero notturno per donne che si trovano per strada e un’altra parte quale residenza stabile donne ed eventuali figli che vengono assistite in un percorso di riconquista dell’autonomia economica (definito insieme con l’assistenza pubblica).

La casa di accoglienza è stata inaugurata il 26 novembre 2018 con la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

VERONA. Un appartamento donato all’Associazione Protezione della Giovane sarà ristrutturato con il sostegno della Fondazione al fine di accogliere madri sole in difficoltà in un esperimento di co-housing. Le ospiti saranno accompagnate in un percorso di autonomia. La ristrutturazione inizierà nel corso del 2019.

BOLOGNA. Il reparto di neurochirurgia e neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Bellaria di Bologna accoglie piccoli pazienti provenienti da tutte le regioni. I ricoveri sono spesso molto lunghi e le famiglie che accompagnano i bambini affrontano notevoli difficoltà ad affrontare i costi del soggiorno. La parrocchia di San Lazzaro ha messo a disposizione dell’Associazione BimboTu (che attraverso raccolte fondi e volontari già offre preziosi servizi all’interno dell’ospedale) un immobile da ristrutturare e adibire all’accoglienza di queste famiglie.

Fondazione Azimut partecipa al progetto finanziando ristrutturazione e allestimento di un piano dell’edificio che sarà pronto nel 2020.

PAVIA. La parrocchia di San Salvatore a Pavia offre una serie di aiuti alle persone in situazioni difficili: mensa, spazi per soggiornare e svolgere attività, servizio guardaroba. Insieme all’Associazione Piccolo Chiostro, Fondazione Azimut ha deciso di contribuire al finanziamento di un dormitorio femminile che non esisteva in città. La parrocchia mette a disposizione uno spazio nell’area dell’oratorio e Azimut partecipa alla realizzazione di questa iniziativa che sarà pronta nel 2020.

GENOVA. Due asili nido con 24 posti ciascuno accolgono bimbi di mamme in difficoltà che non saprebbero dove lasciare i figli mentre cercano un lavoro oppure svolgono lavori precari. Fondazione Azimut sostiene l’attività delle due strutture in modo da consentire loro di accogliere piccoli di famiglie che non sono in grado di pagare una retta.

GROSSETO. La Parrocchia di Maria Santissima Immacolata di Grosseto ha Costruito una Casa della Carità che ospita sia persone temporaneamente senzatetto sia famiglie in situazioni di emergenza assistendo tutti gli ospiti nella ricerca di soluzioni lavorative e abitative stabili.

ROMA. Presso il Convento di San Francesco a Ripa, in Trastevere, opera una struttura di accoglienza dei frati francescani che offre un tetto e una prospettiva di reinserimento sociale a persone in situazioni di grave emarginazione (senzatetto, ex carcerati…). Fondazione Azimut sostiene questa iniziativa contribuendo al finanziamento dell’attività.

NAPOLI. La disoccupazione a Napoli è il doppio rispetto al dato nazionale. Soprattutto tra i giovani chi non lavora e non studia rappresenta un terzo dell’intera fascia di età tra i 18 e i 24 anni.

Fondazione Azimut finanzia corsi di formazione organizzati dall’Associazione Opera Salute Fanciullo per ragazzi provenienti da famiglie multiproblematiche, finalizzati all’inserimento lavorativo.

CATANIA. La diocesi di Acireale ha messo a disposizione un terreno agricolo (2/3 ettari) con una abitazione rurale al fine di favorire l’inserimento abitativo/lavorativo di soggetti disagiati vincolando una parte della produzione alla distribuzione benefica alle famiglie povere della zona.

La fattoria è già in attività con allevamento di galline e produzione di ortaggi, mentre si studiano ulteriori sviluppi.

PALERMO. Danisinni è un’area degradata nel cuore di Palermo. Qui il parroco di Sant’Agnese ha avviato un progetto di rinascita del quartiere che Fondazione Azimut sostiene e collabora a elaborare.

Il primo passo è l’avvio di una attività agricola in un’area confiscata all’interno del quartiere con l’impiego di ex carcerati. Poi ci sarà la ristrutturazione di alcune piccole residenze da destinare a soggetti in difficoltà e infine la realizzazione di uno spazio polifunzionale di servizio.

COME FUNZIONA

La Fondazione prende in considerazione esclusivamente progetti che hanno come “sponsor” persone che lavorano per società del Gruppo Azimut. Questo garantisce un referente responsabile legato al Gruppo e disponibile a prestare la propria opera di volontario all’interno della Fondazione.

I progetti che possono essere finanziati dalla Fondazione riguardano esclusivamente l’area della povertà. Iniziative culturali, sanitarie, educative per quanto pregevoli non rientrano nel perimetro di attività scelto da Fondazione Azimut.

Il dipendente o consulente del Gruppo che assume il ruolo di capofila del progetto lo presenta alla Fondazione con tutte le informazioni relative a finalità da realizzare, tempi di realizzazione, soggetti partner, costi e piano cronologico. Una volta approvato l’intervento e avviato il progetto, lo sponsor relaziona almeno trimestralmente sugli sviluppi dell’iniziativa.

COME CONTRIBUIRE

Chiunque può aiutare la Fondazione Azimut a realizzare sempre più iniziative benefiche attraverso bonifici sull’IBAN IT98L0503401612000000040000 con la causale DONAZIONE.

E’ inoltre possibile devolvere alla Fondazione il 5 per mille dell’Irpef inserendo in dichiarazione il codice fiscale 97515500151.

Le donazioni vengono certificate e usufruiscono dei vantaggi fiscali riservati agli enti filantropici.

Le somme donate alla Fondazione Azimut a partire dal 2018, ai sensi del decr. lgs 117 del 3 luglio 2017, art. 83, possono essere:

  • dedotte fino a un massimo del 10% dal reddito complessivo netto dichiarato con la possibilità di portare eventuali eccedenze nelle dichiarazioni dei successivi quattro anni.
  • detratte per il 30% dall'Irpef dovuta per un importo massimo di 30.000 euro.

CONTATTI

Fondazione Azimut Onlus
c/o Azimut, via Cusani 4, 20121 Milano
fondazione@azimut.it